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Conto Termico 3.0: guida completa agli incentivi 2026, requisiti, tabelle e novità del decreto correttivo

Se stai pianificando interventi di riqualificazione energetica per il tuo immobile, il tuo condominio o la sede della tua impresa, il Conto Termico 3.0 rappresenta oggi lo strumento di agevolazione più concreto e veloce a disposizione in Italia. A differenza dei classici bonus edilizi basati su detrazioni fiscali spalmate in 10 anni nella dichiarazione dei redditi, questo meccanismo eroga un contributo a fondo perduto accreditato direttamente tramite bonifico dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

Disciplinato dal D.M. 7 agosto 2025 e operativo attraverso il PortalTermico 3.0, l’incentivo è oggi al centro di un importante aggiornamento normativo con il decreto correttivo dell’autunno 2026, pensato per rendere più equilibrata la gestione dei 900 milioni di euro annui stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

In questa guida tecnica realizzata dal team di Mega Restauri, analizziamo nel dettaglio come funziona l’agevolazione, quali lavori rientrano negli incentivi per abitazioni private, condomini, aziende e Pubbliche Amministrazioni, le tabelle con i massimali di spesa e tutte le ultime novità normative.

Conto Termico 3.0: come funziona il contributo a fondo perduto del GSE

Capire come funziona il Conto Termico 3.0 è fondamentale per pianificare correttamente un cantiere di efficientamento energetico. Il meccanismo non ha una data di scadenza prefissata: è un fondo strutturale che rimborsa una quota rilevante delle spese sostenute per:

  1. Incrementare l’efficienza energetica dell’involucro e degli impianti in edifici esistenti (Titolo II);
  2. Sostituire vecchi impianti di climatizzazione invernale con sistemi ad alta efficienza alimentati da fonti rinnovabili (Titolo III).

Il grande vantaggio finanziario risiede nei tempi di rientro del capitale:

  • Fino a 15.000 euro di incentivo totale: il GSE eroga l’intero contributo in un’unica soluzione (rispetto al vecchio limite di 5.000 euro previsto dal Conto Termico 2.0), mediamente entro 60-90 giorni dall’approvazione della pratica.
  • Oltre 15.000 euro di incentivo totale: l’importo viene corrisposto in rate annuali costanti da 2 a 5 anni, in base alla tipologia di intervento e alla potenza dell’impianto.

Inoltre, tra le spese ammissibili rientrano non solo la fornitura e posa in opera dei materiali, le opere murarie ed elettriche collegate e lo smaltimento del vecchio impianto, ma anche le prestazioni professionali (progettazione, direzione lavori, Diagnosi Energetica e Attestato di Prestazione Energetica – APE).

Chi può accedere al Conto Termico 3.0: requisiti per privati, condomini, imprese e PA

Il nuovo decreto ha ampliato in modo significativo la platea dei soggetti beneficiari, ma distingue con precisione quali lavori può richiedere ciascuna categoria in base alla destinazione d’uso catastale dell’immobile:

  • Privati e Condomini (Ambito Residenziale – Categorie catastali da A/1 ad A/11, escluso A/10): possono accedere agli incentivi del Titolo III (sostituzione dell’impianto termico con pompe di calore, sistemi ibridi, caldaie a biomassa certificata 5 stelle, solare termico e scaldacqua a pompa di calore). Non possono invece richiedere il Conto Termico 3.0 per il cappotto termico o gli infissi su immobili residenziali.
  • Privati e Imprese (Ambito Terziario – Categorie A/10, Gruppo B, C, D, E): è una delle novità più rilevanti del Conto Termico 3.0. Uffici, negozi, laboratori artigianali, capannoni industriali, alberghi e strutture ricettive possono accedere sia al Titolo III (impianti termici) sia al Titolo II (isolamento termico a cappotto, sostituzione infissi, fotovoltaico con accumulo, colonnine di ricarica, illuminazione LED e building automation).
  • Pubbliche Amministrazioni (inclusi Scuole, Ospedali, RSA ed ex IACP): accedono a tutte le misure del Titolo II e del Titolo III, con la possibilità di avvalersi anche della procedura di prenotazione dell’incentivo e di un contributo anticipato al 50% per la Diagnosi Energetica.
  • Enti del Terzo Settore (ETS) e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): gli ETS che non svolgono attività economica sono equiparati alle PA e accedono a tutti gli interventi; gli ETS economici seguono le regole delle imprese sul terziario. L’incentivo è inoltre aperto alle configurazioni di autoconsumo collettivo e alle CER.

Requisito fondamentale dell’immobile: tutti gli interventi sono ammessi esclusivamente su edifici esistenti, regolarmente iscritti al Catasto e già dotati di un impianto di climatizzazione invernale prima dell’avvio dei lavori.

Interventi ammessi al Conto Termico 3.0: cappotto termico, infissi, fotovoltaico e pompe di calore

Per sfruttare al massimo le potenzialità dell’incentivo durante una ristrutturazione edilizia o una riqualificazione di facciata, occorre distinguere le due macro-categorie previste dal GSE.

Interventi di efficienza energetica (Titolo II – Terziario, Imprese, PA ed ETS)

Riguardano la riqualificazione profonda dell’involucro edilizio e l’ammodernamento tecnologico del fabbricato:

  • Isolamento termico delle superfici opache (II.A): realizzazione di cappotto termico esterno o interno, coibentazione di coperture, tetti e solai, anche abbinati a impianti di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC). L’aliquota base del 40% sale al 50% nelle zone climatiche E ed F e raggiunge il 55% se l’isolamento è abbinato alla sostituzione dell’impianto termico (Titolo III).
  • Sostituzione di infissi e chiusure trasparenti (II.B): installazione di nuovi serramenti ad alte prestazioni termiche, a condizione che siano installati congiuntamente a sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche (o che questi siano già presenti).
  • Schermature solari e filtrazione (II.C): sistemi fissi o mobili di ombreggiamento esterno (esposizione da Est-Sud-Est a Ovest) e meccanismi automatici di controllo.
  • Trasformazione in edifici a energia quasi zero – nZEB (II.D): riqualificazione globale dell’edificio (e, per i soli immobili pubblici, anche demolizione e ricostruzione con ampliamento volumetrico fino al 25%).
  • Illuminazione LED ad alta efficienza (II.E) e Building Automation (II.F): con una maggiorazione del +10% per gli interventi II.D, II.E e II.F che impiegano componenti prodotti interamente nell’Unione Europea.
  • Impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo (II.H) e colonnine di ricarica (II.G): grande novità del Conto Termico 3.0. Sono incentivabili a condizione che vengano realizzati congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con una pompa di calore elettrica (intervento III.A). Per i moduli fotovoltaici iscritti al Registro europeo delle tecnologie è previsto un bonus aggiuntivo dal +5% al +15%.

Interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Titolo III – Tutti i soggetti, incluso Residenziale e Condomini)

  • Pompe di calore elettriche o a gas (III.A): inclusi i sistemi reversibili e le configurazioni add-on su impianti preesistenti (fino a 2.000 kWt).
  • Sistemi ibridi factory made o bivalenti (III.B): integrazione tra pompa di calore e caldaia a condensazione.
  • Generatori a biomassa (III.C): caldaie, stufe e termocamini a pellet o legna dotati di certificazione ambientale minima a 5 stelle.
  • Collettori solari termici (III.D): per produzione di acqua calda sanitaria, integrazione al riscaldamento o solar cooling.
  • Scaldacqua a pompa di calore (III.E), allaccio a reti di teleriscaldamento efficiente (III.F) e microcogenerazione da FER (III.G).

Tabella incentivi e massimali del Conto Termico 3.0

Di seguito riportiamo la tabella di sintesi con le percentuali di spesa incentivata, i massimali e i soggetti beneficiari per ciascuna categoria di intervento prevista dal D.M. 7 agosto 2025 e dalle Regole Applicative GSE.

Codice Tipologia di Intervento Soggetti Ammessi % Incentivo Base (e Maggiorazioni) Incentivo Massimo Erogabile
II.A Isolamento termico superfici opache (cappotto, tetti, solai + eventuale VMC) PA, ETS non econ., Privati/Imprese (solo Terziario) 40% (50% in zone E-F; 55% se abbinato a Titolo III) Fino a 1.000.000 € (massimale 150-350 €/mq)
II.B Sostituzione infissi e chiusure trasparenti (con termoregolazione) PA, ETS non econ., Privati/Imprese (solo Terziario) 40% (50% in zone E-F) Fino a 500.000 € (massimale 700-800 €/mq)
II.C Schermature solari, ombreggiamento e filtrazione PA, ETS non econ., Privati/Imprese (solo Terziario) 40% (50% in zone E-F) Da 10.000 € a 90.000 €
II.D Trasformazione edificio in nZEB (energia quasi zero) PA, ETS non econ., Privati/Imprese (solo Terziario) 65% (+10% con componenti UE) 2.500.000 € (zone A-B-C) / 3.000.000 € (zone D-E-F)
II.E Sostituzione impianti di illuminazione (LED) PA, ETS non econ., Privati/Imprese (solo Terziario) 40% (50% in zone E-F; +10% UE) 50.000 € / 140.000 €
II.F Tecnologie di Building Automation PA, ETS non econ., Privati/Imprese (solo Terziario) 40% (50% in zone E-F; +10% UE) Fino a 100.000 € (massimale 60 €/mq)
II.G Colonnine di ricarica veicoli elettrici (abbinate a PdC III.A) PA, ETS non econ., Privati/Imprese (solo Terziario) 30% Fino a 110.000 €
II.H Impianto Fotovoltaico e Accumulo (abbinati a PdC III.A) PA, ETS non econ., Privati/Imprese (solo Terziario) 20% (+5%/+15% moduli registro UE) Fino a 100.000 € (max 1.050-1.500 €/kW + 1.000 €/kWh)
III.A Pompe di calore elettriche o a gas (fino a 2.000 kWt) Tutti (inclusi Privati e Condomini Residenziali) Fino al 65% (in base a SCOP/SPER e zona climatica) Calcolato su energia termica prodotta
III.B Sistemi ibridi factory made o bivalenti Tutti (inclusi Privati e Condomini Residenziali) Fino al 65% Calcolato su producibilità e coefficienti GSE
III.C Generatori a biomassa (certificazione ≥ 5 stelle) Tutti (inclusi Privati e Condomini Residenziali) Fino al 65% Calcolato su potenza e zona climatica
III.D Solare termico (anche con solar cooling) Tutti (inclusi Privati e Condomini Residenziali) Fino al 65% Calcolato per mq di superficie solare
III.E Scaldacqua a pompa di calore Tutti (inclusi Privati e Condomini Residenziali) 40% Max 700 € (≤150 l) / 1.500 € (>150 l)
III.F / G Teleriscaldamento efficiente e Microcogenerazione FER Tutti (inclusi Privati e Condomini Residenziali) 65% Da 6.500 € fino a 100.000 €

(Nota per le Imprese: in conformità al regime europeo GBER sugli aiuti di Stato, le intensità di aiuto per le imprese variano tra il 25% e il 65% in funzione della dimensione aziendale e della tipologia di intervento).

Novità Decreto Correttivo Conto Termico 3.0: cosa cambia nell’autunno 2026

Dopo l’apertura del PortalTermico 3.0 il 2 febbraio 2026, il GSE ha registrato un afflusso record di domande (oltre 1,3 miliardi di euro richiesti in poche settimane), che ha portato alla sospensione temporanea del portale il 3 marzo e alla sua successiva riapertura il 13 aprile 2026 per il solo accesso diretto (con una rimodulazione del plafond 2026 a 450 milioni per le PA e 450 milioni per i privati).

Per garantire la tenuta finanziaria del fondo e sbloccare le criticità operative, il MASE ha predisposto nell’ottobre 2026 uno schema di decreto correttivo. Ecco le 4 novità principali da conoscere prima di avviare una pratica:

  1. Nuove aliquote per i piccoli Comuni (fino a 15.000 abitanti): il contributo al 100% delle spese ammissibili (previsto anche per scuole, ospedali e strutture sanitarie pubbliche) viene confermato per un unico intervento agevolato, mentre passa all’80% per ciascun intervento successivo. Una clausola di salvaguardia tutela al 100% tutte le domande e prenotazioni inviate prima dell’entrata in vigore del correttivo.
  2. Nuovi obblighi di APE post-intervento e Diagnosi Energetica: la bozza del correttivo introduce l’obbligo di presentare l’APE post-intervento e la relativa diagnosi energetica (nei casi previsti dal decreto) anche per i lavori di sostituzione dei serramenti (II.B) e di installazione delle schermature solari (II.C).
  3. Tetto alle prenotazioni e contatore pubblico GSE: alla procedura di prenotazione viene riservato un impegno massimo pari al 50% delle risorse PA. Al raggiungimento del tetto annuo di 900 milioni di euro, l’accesso tramite prenotazione si bloccherà per i 60 giorni successivi. Il GSE aggiornerà in tempo reale sul proprio sito il contatore della spesa cumulata.
  4. Controlli più stringenti e responsabilità sul mandato all’incasso: in caso di irregolarità che comportino la revoca o la rideterminazione dell’incentivo, il GSE potrà recuperare le somme erogate anche nei confronti del mandatario che ha ricevuto il mandato all’incasso, obbligato in solido nei limiti degli importi effettivamente riscossi.

Come richiedere il Conto Termico 3.0: accesso diretto e scadenze

Per i soggetti privati, i condomini e le imprese, la richiesta di incentivo avviene tramite la procedura di Accesso Diretto sul PortalTermico 3.0 del GSE:

  • Quando presentare la domanda: la pratica deve essere caricata entro e non oltre 90 giorni dalla data di conclusione dei lavori (e l’ultimo pagamento non deve superare i 120 giorni dalla fine lavori, salvo le specifiche eccezioni per pagamenti dilazionati con ultima quota >10%).
  • Catalogo apparecchi pre-qualificati: per gli impianti domestici di piccola taglia (pompe di calore, sistemi ibridi, biomassa, solare termico e scaldacqua a PdC), l’utilizzo di generatori inseriti nel Catalogo GSE degli apparecchi pre-qualificati semplifica sensibilmente l’istruttoria tecnica.
  • Precisione documentale: fatture, bonifici parlanti con causale dedicata, schede tecniche, certificazioni dei materiali (CAM, marcatura CE, classe ambientale 5 stelle), rilievi fotografici ante/post operam, asseverazioni tecniche, Diagnosi Energetica e APE devono essere privi di incongruenze, pena il rigetto dell’istanza.

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Domande Frequenti (FAQ) sul Conto Termico 3.0

1. Qual è la differenza tra Conto Termico 3.0 ed Ecobonus?

L’Ecobonus è una detrazione fiscale IRPEF/IRES che permette di recuperare una percentuale della spesa in 10 quote annuali scalando le imposte dovute (richiede quindi capienza fiscale). Il Conto Termico 3.0 è invece un contributo a fondo perduto liquidato direttamente sul conto corrente dal GSE tramite bonifico: in un’unica rata entro pochi mesi per incentivi fino a 15.000 euro, oppure in 2-5 rate annuali per importi superiori, anche per chi non ha capienza IRPEF.

2. Un privato o un condominio può usare il Conto Termico 3.0 per il cappotto termico o gli infissi?

Dipende dalla categoria catastale dell’immobile. Sugli edifici residenziali (categorie A, escluso A/10), i privati e i condomini possono accedere solo agli interventi del Titolo III (pompe di calore, impianti ibridi, biomassa, solare termico, scaldacqua a PdC). Se invece il privato o il condominio interviene su immobili o unità immobiliari dell’ambito terziario (uffici A/10, negozi C/1, laboratori C/3, magazzini, alberghi D/2, ecc.), può accedere anche al Titolo II, ottenendo l’incentivo per cappotto termico, isolamento coperture, infissi e fotovoltaico abbinato a pompa di calore.

3. Posso avere l'incentivo per il fotovoltaico con accumulo col Conto Termico 3.0?

Sì, ma esclusivamente per gli immobili ammessi al Titolo II (edifici pubblici, ETS non economici ed edifici privati/aziendali dell’ambito terziario) e a condizione che l’impianto fotovoltaico (nuova costruzione, in assetto di autoconsumo) venga installato congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una pompa di calore elettrica. L’incentivo base è del 20% (fino a 100.000 euro), incrementabile fino al 35% se si utilizzano moduli ad alta efficienza prodotti nell’UE.

4. Il Conto Termico 3.0 è cumulabile con altri incentivi?

Per i soggetti privati e le imprese, gli incentivi del Conto Termico 3.0 non sono cumulabili con altri incentivi statali (come Ecobonus o Bonus Ristrutturazione) sulle medesime spese ammissibili, ad eccezione dei fondi di garanzia, dei fondi di rotazione e dei contributi in conto interesse. Per gli edifici di proprietà della Pubblica Amministrazione, è invece ammessa la cumulabilità con altri incentivi in conto capitale (anche europei o regionali) fino a concorrenza del 100% della spesa ammissibile.

5. Cosa succede se sbaglio la documentazione o mancano l'APE e la Diagnosi Energetica?

La mancanza dei requisiti tecnici o degli allegati obbligatori — come l’APE post-intervento e la Diagnosi Energetica, che con il decreto correttivo del 2026 vengono richiesti anche per la sostituzione degli infissi e le schermature solari nei casi previsti — comporta il rigetto della domanda o la decadenza dal contributo in fase di controllo GSE. Affidarsi a un’impresa strutturata con uno studio tecnico interno evita errori procedurali e garantisce la conformità dell’intera pratica.

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